'Bimbi arcobaleno', per la prima volta riconosciuti diritti alla 'madre sociale'

Un passo avanti nella tutela delle famiglie Lgbt. Secondo il giudice va riconosciuto diritto a relazione affettiva

Bimbi arcobaleno (da Flickr)

Per la prima volta un giudice apre al diritto della 'madre sociale', ovvero della ex compagna della partoriente, di rivolgersi direttamente al tribunale per rivendicare il diritto a mantenere i rapporti con i propri figli quando questo è interrotto dall'unico genitore riconosciuto in Italia. Accade a Trento, dove secondo il magistrato deve essere riconosciuto il diritto del genitore alla relazione affettiva.

A compiere un passo in avanti nel cammino dei diritti delle famiglie Lgbt è stata la Corte di appello di Venezia decidendo il reclamo contro la decisione del tribunale per i minorenni della città lagunare di negare alla madre sociale il diritto di ricorrere a tutela della propria relazione con le figlie, improvvisamente interrotta per decisione unilaterale della madre partoriente, nonché unico genitore sull'atto di nascita.

La Corte ha rigettato il reclamo, ma nel contempo ha avallato la tesi della difesa, sostenuta dallo studio legale Schuster di Trento, secondo cui il diritto del minore di crescere in famiglia va riconosciuto a ogni persona che si sia dimostrata idonea a instaurare con il minore medesimo una relazione affettiva stabile.

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