Operazione della Finanza in Trentino: braccianti pagati 5 euro al giorno in nero

Nel corso del 2019 le Fiamme Gialle hanno scoperto oltre 1200 lavoratori irregolari. Per gli imprenditori la legge prevede una maxisanzione che può arrivare fino a 43mila euro per raccoglitore

Guardia di finanza in azione nelle campagne trentine (repertorio)

Un centinaio di lavoratori irregolari scoperti nelle campagne trentine e 25 braccianti stranieri che hanno dichiarato di percepire tra 5 e 20 euro al giorno. È il bilancio dell'operazione della Guardia di Finanza che nella Provincia ha effettuato 105 controlli in aziende agricole impegnate nella vendemmia e nella raccolta delle mele. 

Dal 1° gennaio al mese di novembre, i baschi verdi del Trentino – Alto Adige hanno eseguito, nelle province di Trento e Bolzano, 1.194 interventi in materia di sommerso da lavoro di cui 217 sono risultati irregolari con la scoperta di 394 lavoratori 'in nero' e 843 lavoratori irregolari.

Lavoro in nero nelle campagne trentine

"Il lavoro nero - si legge in una nota della Guardia di Finanza - si riscontra in diversi settori tra cui quello agricolo dove è cogente la necessità di disporre di manovalanza in un determinato arco temporale (di solito coincidente con il periodo primaverile ed estivo), cui si abbina un bisogno di velocizzazione dei processi di raccolta, inevitabilmente concentrati in un ristretto arco temporale per evitare il rischio di deperimento".

Nelle campagne trentine, in particolare sono stati eseguiti 38 controlli di cui due hanno dato esito irregolare, con la scoperta di 13 lavoratori “in nero” di nazionalità italiana, moldava e marocchina. Una ventina di lavoratori stranieri, di etnia indiana e africana, poi venivano impiegati in Trentino in condizioni degradanti e hanno dichiarato di percepire tra cinque euro e venti euro per l’intera giornata, retribuzione inferiore del 60% a quanto previsto dal Contratto collettivo del lavoro per gli operai agricoli a tempo determinato, pari a circa dodici euro.

I responsabili delle imprese non irregolare sono stati segnalati ai competenti Uffici del Lavoro, per quanto attiene le violazioni relative all’illecito impiego della manodopera, e all’Agenzia delle Entrate per i profili di carattere strettamente tributario. In questi casi la legge prevede l'applicazione della 'Maxisanzione', che può arrivare fino a 43mila euro per ciascun lavoratore irregolare.

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