Lago di Braies invaso dai "turisti del selfie": pochissimi passano la notte in valle

Boom di presenze per il lago "ad un passo dal cielo" ma i pernottamenti non crescono altrettanto, presentato un progetto per promuovere un turismo più stabile

Un luogo paradisiaco che rischia di diventare solamente lo sfondo per un selfie e nulla più. Complici Instagram e la serie tv "Ad un passo dal cielo" con il grande Terence Hill nei panni di un forestale altoatesino il lago di Braies è diventato in pochi anni una meta "cult", tanto da indurre la Provincia di Bolzano a chiudere la strada alle auto e fornire un servizio di navetta, per chi non vuole farsi la camminata a piedi.

Un milione e mezzo i turisti che hanno visitato la valle l'anno scorso. Peccato, però, che i pernottamenti siano stati solamente 140.000. Insomma: al lago di Braies si va, magari dalla vicina Cortina o da altre località dell'Alto Adige, solo per trascorrere qualche ora e scattare le immancabili foto che spopolano sui social network.

Una situazione alla quale tre imprenditori pusteresi vogliono porre rimedio presentando alla Provincia un progetto per una riqualificazione dell'intera area. L'obiettivo è rendere il lago, ed il rio di Braies, una meta stabile per i turisti, che potranno soggiornare nei paesi vicini e tornare al lago per più giorni consecutivi. Il progetto prevede, tra le altre cose, un'area ricreativa sulle rive del torrente ed un centro visite dove accogliere i turisti, fornire informazioni, e magari proporre alloggi e ristoranti della valle.

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Un modo per "selezionare" tra i turisti quelli che veramente vogliono passare un periodo di relax in zona, senza fretta e naturalmente spendendo il budget delle vacanze sul territorio. Un'impresa ardua, visto che è proprio la presenza della massa a far scappare questa seconda categoria di visitatori. La soluzione, dunque, non potrà che passare da una limitazione degli accessi, magari a pagamento.

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