Falena gigante sul balcone di una nostra lettrice: ecco di che specie si tratta, la spiegazione del Muse

Il lepidottero è originario dell’estremo oriente ed è stato introdotto in Italia attraverso gli allevamenti per la produzione di seta

La falena fotografata dalla lettrice di TrentoToday

"Si tratta del bombice dell’ailanto o Samia cynthia, è un lepidottero originario dell’estremo oriente ma che venne introdotto in occidente per la produzione di un tipo di seta più resistente della seta del bombice del gelso". Così Francesca Rossi, assistente tecnico al Muse, Museo delle Scienze di Trento, ha descritto la falena gigante immortalata da una lettrice di TrentoToday mentre si trovava sul balcone della sua casa, sull'Altopiano di Brentonico.

"Per me che amo fiori, piante e natura è stato un regalo stupendo questo incontro inaspettato e voglio condividere con voi l'immagine di questa meravigliosa creatura", aveva scritto la signora alla redazione.

La specie della falena gigante

"L'animale - continua la dipendente del Muse - venne introdotto anche in Italia, dove continua a riprodursi tutt’oggi, ovviamente associata alla presenza dell’ailanto, anche se ormai la produzione della seta negli allevamenti è cessata". La Sama Cynthia è originaria della Russia, della Cina e del Giappone e venne introdotta in Europa, Nord Africa, Medio Oriente e Stati Uniti per essere allevata. Gli esemplari adulti di questo lepidottero hanno un'apertura alare che può raggiungere i 16,5 centimetri e presentano colori giallo-brunastri o bruno-berdastri. Su entrambe le ali, inoltre, portano una macchia a forma di semiluna di colore chiaro.

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(La falena gigante fotografata dalla nostra lettrice)

Le larve del bombice dell’ailanto sono allevate per la produzione di una tipologia di seta robusta, detta 'seta eri'. In Italia questa specie venne introdotta nel 1854 proprio con questo scopo. Dopo la cessazione delle attività produttive nell'Italia settentrionale, la Sama Cynthia è sfuggita agli allevamenti ed è riuscita a riprodursi in natura sfruttando la presenta dell'alianto, la pianta ospite a sua volta importata per ospitare le larve, che ormai è una specie arborea naturalizzata. 

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