Coronavirus: scuole chiuse ma insegnanti in classe?

La decisione sembra essere lasciata ai singoli dirigenti, sindacati in rivolta. Onda Civica: "Così si alimenta il pregiudizio che gli insegnanti lavorino poco"

Scuole chiuse per l'emergenza coronavirus, ma gli insegnanti devono presentarsi a scuola? L'ordinanza del presidente della Provincia Maurizio Fugatti non è chiara, ed i sidacati sono in rivolta. Nel testo dell'ordinanza si parla della sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, compresi asili ed università, ma a quanto pare non è chiaro se chi nelle scuole ci lavora debba comunque presentarsi al mattino.

La decisione è lasciata ai dirigenti

“Il Presidente Fugatti - scrivono i segretari di Cgil Cisl Uil - ha ribadito che tutti gli insegnanti debbono essere presenti a scuola nelle giornate di sospensione delle attività didattiche. Non ne capiamo la ragione visto che le normative vigenti non lo impongono. Tra l’altro il personale docente non potrà chiedere ferie, nemmeno se avesse problemi di conciliazione e quindi di accudimento dei figli. Per questo abbiamo chiesto che il personale della scuola resti a casa”.

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Coronavirus: un caso in Alto Adige

A livello politico l'affondo arriva da Onda Civica, il nuovo partito fondato in vista delle elezioni comunali dagli ex M5S che vede il consigliere Filippo Degasperi candidato per la corsa a indaco della città di Trento. "Questa presa di posizione sembra assecondare il preconcetto in base al quale a scuola si lavora poco.E soprattutto i docenti lavorano poco. Se esiste un rischio concreto di contagio ( e ci si augura che non sia così) le scuole chiudano per tutti. Deve essere la politica a decidere cosa fare, senza scaricare sui Dirigenti la responsabilità di una scelta difficile , che rischia di essere diversa da quella del resto d' Italia e diversa anche tra istituto ed istituto" scrive su facebook l'espoente di Onda Civica Giuvanna Giugni. 

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