Coronavirus, "in Trentino i soldi ci sono ma sono state fatte scelte sbagliate": la critica in Tv

Un servizio sulla gestione della Pat è andato in onda durante la trasmissione 'Sono le venti' di Peter Gomez, in onda su la Nove

Screenshot dalla puntata del 31 marzo

"In Trentino non è una questione di soldi ma di scelte". Queste le parole del giornalista Peter Gomez durante la puntata del 31 marzo della trasmissione Sono le 20, in onda su La9, che ha criticato il modello di gestione dell'emergenza coronavirus da parte della Provincia.

"Si tratta di una sanità iper finanziata - ha detto Gomez riferendosi a quella trentina - ma vista la strategia seguita, che ha previsto un'ospedalizzazione massiccia, questo non è bastato perché tutto andasse bene". Il Trentino e l'Alto Adige hanno lo stesso numero di abitanti, ma nel primo i contagi sono addirittura il doppio, troppi - denuncia la trasmissione televisiva - per una sanità ricca di mezzi e strutture quasi esclusivamente pubbliche e guidate da un'unica azienda sanitaria, ovvero Apss.

(Il servizio sulla gestione dell'emergenza Covid-19 dal minuto 10.30)

"Il Trentino poteva rappresentare un esempio per l'Italia - ha detto ai microfoni di Lanove, Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici del Trentino -, con un progetto chiaro potevamo avere meno contagi. Fin dai primi di marzo avevamo sollecitato la Provincia perché prendesse misure adeguate e perché venisse esteso a tutto il personale più esposto a rischio di contagio l'uso dei tamponi".

La risposta della Pat però non è stata immediata: solo nei giorni scorsi è stata annunciata la volontà di effettuare tamponi a tappeto su medici e infermieri. Il presidente Fugatti dopo averlo comunicato ha accusato l'ordine dei medici, responsabile, a sua detta, di non averlo avvisato tempestivamente. "A mancare - hanno denunciato i sindacati durante il servizio della trasmissione - è stata una regia che evitasse di rincorrere l'emergenza, oltre che un coordinamento tra le varie strutture del servizio sanitario trentino".

"Non critichiamo nessuno - ha concluso Gomez -, di fronte allo tsunami persino l'Oms (Organizzazione mondiale per la sanità) all'inizio non ha dato indicazioni chiare, però bisogna prendere atto che sono state seguite strategie diverse anche da giunte di colore uguale''. Il riferimento è al Veneto di Zaia, dove il numero di decessi legati al Covid-19 è stato proporzionalmente inferiore: al 31 marzo sono 492 le vittime, su quasi 5 milioni di abitanti (0.0099% circa); mentre in Trentino si registrano 164 decessi su circa 540mila abitanti (0.03% circa).

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