Neuroni e circuiti: all'Università di Trento un sistema ibrido per studiare il cervello

Progetto "backup" al Dipartimento di Fisica di Povo: un cervello "bionico" per studiare la capacità plastica delle aree cerebrali

Un sistema ibrido composto da circuiti artificiali e tessuto neuronale per comprendere il funzionamento del cervello. Ha preso il via al Polo Ferrari di Povo “Backup”, progetto interdisciplinare coordinato da Lorenzo Pavesi del Dipartimento di Fisica di Trento. Nelle scorse settimane è stata pianificata l’attività di ricerca e assunto il personale di ricerca, ora il gruppo ha cominciato il lavoro sperimentale.

Finanziato con 2 milioni e mezzo dal Consiglio europeo della ricerca, ha l’obiettivo di sviluppare in cinque anni una sorta di "cervello bionico": un sistema ibrido, spiega una nota, elettronico-fotonico-biologico per ricostruire l'attività di elaborazione e immagazzinamento dati del cervello e offrire soluzioni nuove a problemi neurologici come amnesia ed epilessia.

Ci saranno circuiti ottici ed elettronici che interagiranno con tessuto neuronaale vero e proprio (perciò si parla di ibrido") per emulare le connessioni tra le varie aree del cervello. L'obiettivo è indagare la capacità "plasticca" del cervello, ovvero la capacità di adattamento a funzioni diverse di are diverse.  

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«In questo progetto - sppiega ilprofessor Pavesi - tratteremo la questione fondamentale di quale sia il ruolo dell'attività e della plasticità dei neuroni nell'elaborazione e memorizzazione delle informazioni nel cervello. Svilupperemo una piattaforma di calcolo ibrida: circuiti fotonici integrati saranno interfacciati sia a circuiti elettronici sia a circuiti di neuroni biologici per emulare le funzioni cerebrali e sviluppare architetture in grado di riprodurre i processi cognitivi neuronali».

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