Bimbo figlio di due madri: per il Comune di Rovereto "non esiste"

Per sette mesi il bambino non ha avuto documenti d'identità, negato l'asilo nido e l'indennità di maternità alla madre biologica

E' arrivata dopo sette mesi la carte d'identità per Davide, neonato "fantasma" perchè figlio di due madri. Entrambe le donne sono residenti a Rovereto, ma il bambino è nato fuori provincia nell'ottobre 2018. Il caso si inserisce nelle battaglie per i diritti delle famiglie con genitori dello stesso sesso, ma rappresenta in qualche modo una grave anomalia, visto che il bimbo non è stato registrato nemmeno come figlio di una sola delle due donne, quella che lo ha portato in grembo per 9 mesi.

Due papà: caso trentino in Cassazione

Le madri apprendono ben presto che il Comune di Rovereto si rifiuta di riconoscere l'atto fornito dal Comune di nascita. Un vero e proprio incubo burocratico: niente maternità per la madre partoriente, niente documento di identità e niente asilo nido.

Al momento di iscriverlo all'asilo nido le madri si sentono rispondere che il bimbo "non risulta residente". Il passaporto ad oggi è ancora bloccato, e senza un documento di identità le due donne ed il bambino non possono soggiornare in albergo, non possono sostanzialmente muoversi dalla città.

Le madri: "Una situazione orribile"

Da notare come il Comune di Rovereto si sia rifiutato di registrare il bambino annche solmente come figlio della madre partoriente. Sostanzialmente il piccolo Davide, fino ad oggi, "non esisteva" per lo Stato italiano. "Non poter accedere al nido, non poter identificare un neonato alla reception di un hotel, rapportarsi con INPS e Polizia vedendo l’imbarazzo dei funzionari di fronte ad un minore senza genitori sulla carta: situazioni orribili per giovani genitori che, come noi, hanno le loro famiglie di origine fuori Provincia" raccontano le madri.

L'avvocato Alexander Schuster, noto per casi all'avanguardia nel diritto di famiglia, presenta un ricorso. Il Tribunale lo accoglie nell'aprile 2019, ma la vicenda è stata resa pubblica solamente nei giorni scorsi. Sostanzialmente la sentenza riconosce la correttezza del Comune di nascita del bambino nel registrare due madri, ed obbliga il Comune di Rovereto a trascrivere l'atto, sbloccando tutte le procedure, anche se non sarà facile. La coppia valuterà, insieme al legale, anche la richiesta di risarcimento danni.

L'avvocato: "Sentenza storica"

"Per la prima volta nella giurisprudenza italiana un giudice chiarisce un punto fondamentale: non è concepibile che una persona abbia una famiglia e una identità in un Comune italiano e tutt’altra identità in un altro Comune - spiega Schuster - questa situazione inedita mostra i paradossi di un diritto che ignora la realtà e pretende di relegare all’inesistente chi vive in carne ed ossa. Abbiamo trattato in quest’ultimo anno decine di situazioni simili, ma in nessuna parte d’Italia mi era capitato un Sindaco che rifiutasse una regola presente in ogni epoca e civiltà umana: non si può negare alla donna che ha partorito di essere madre".

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